INFRASTRUTTURE VIARIE PER LA SOSTENIBILITA' URBANA
Anno accademico 2026/2027 - Docente: SALVATORE LEONARDIRisultati di apprendimento attesi
L'articolazione delle attività didattiche ed esercitative si pone il raggiungimento degli obiettivi seguenti in coerenza con i Descrittori di Dublino:
- Conoscenza e comprensione: Gli studenti acquisiranno una solida preparazione teorica e normativa relativa alle strategie di mobilità sostenibile e alla progettazione di infrastrutture viarie in ambito urbano. Comprenderanno a fondo le metodologie di analisi reattiva e proattiva della sicurezza stradale, i criteri di dimensionamento delle reti ciclo-pedonali, le tecniche di traffic calming e le logiche di organizzazione razionale degli spazi di sosta, maturando una visione completa delle azioni necessarie per tutelare tutte le categorie di utenti della strada e incentivare la mobilità attiva.
- Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Attraverso le attività esercitative, gli allievi tradurranno i concetti teorici in concrete azioni progettuali rivolte alla riqualificazione di un reale settore urbano. Svilupperanno la capacità di applicare i modelli quantitativi di valutazione della sicurezza, dimensionando correttamente attraversamenti pedonali, piste ciclabili, zone a traffico moderato e aree di parcheggio. Questo percorso li porterà a elaborare soluzioni ingegneristiche integrate che garantiscano il superamento delle barriere architettoniche e la protezione degli itinerari nel contesto analizzato. Gli allievi saranno anche in grado di produrre la relazione tecnica in cui vengono esplicitate le varie scelte progettuali e i criteri adottati per portarle a compimento.
- Autonomia di giudizio: Il lavoro di analisi sul caso studio permetterà agli studenti di sviluppare un solido spirito critico, indispensabile per valutare lo stato di fatto di un'infrastruttura e individuarne le criticità prestazionali e di sicurezza. Saranno in grado di confrontare diverse alternative progettuali, selezionando motivatamente le misure di moderazione del traffico o le tipologie di riorganizzazione spaziale più idonee a risolvere specifici conflitti. Tale indipendenza decisionale si fonderà sull'interpretazione rigorosa degli indicatori di rischio e sulla coerenza con gli obiettivi generali dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile.
- Abilità comunicative: Gli allievi affineranno la capacità di esporre in modo chiaro, rigoroso e professionalmente ineccepibile le proprie scelte progettuali, padroneggiando il linguaggio tecnico e normativo specifico della mobilità urbana. La stesura degli elaborati grafici e della relazione tecnico-scientifica e la loro successiva discussione in sede d'esame consolideranno le attitudini al confronto costruttivo e alla sintesi espositiva. Gli allievi, inoltre, sapranno argomentare la validità tecnica delle soluzioni adottate, difendendo le logiche di intervento e rispondendo con padronanza formale alle osservazioni critiche.
- Capacità di apprendimento: L'approccio formativo orientato all'analisi di casi reali e all'applicazione diretta delle linee guida fornirà agli studenti un metodo di studio dinamico e permanente. L'esperienza progettuale garantirà la maturità analitica necessaria per aggiornarsi autonomamente sulle future direttive europee, sull'evoluzione delle tecniche di simulazione della sicurezza e sui nuovi indirizzi tecnologici della mobilità sostenibile, permettendo loro di affrontare con prontezza le continue sfide professionali nel settore dell'ingegneria viaria urbana.
Modalità di svolgimento dell'insegnamento
Il sito web di riferimento per tutto ciò che concerne le attività didattiche della disciplina è il seguente: www.stradelandia.it
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Il corso include lezioni frontali e attività esercitativa in aula da svolgersi in gruppo.
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L'esercitazione consiste nell'analisi di un settore urbano esistente e nella riqualificazione dello stesso attraverso azioni progettuali e strategie finalizzate all'ottenimento di uno o più specifici obiettivi che verranno precisati durante il corso (ad es.: riqualificazione di un settore urbano prevedendo percorsi privi di barriere architettoniche; realizzazione di percorsi protetti casa-scuola; interventi e strategie per l’incentivazione della mobilità attiva; etc.).
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Gli studenti che, a seguito della presentazione dell’apposita documentazione (D.R. n. 1598 del 2/5/2018), abbiano ottenuto il riconoscimento dello status di studente lavoratore, studente atleta, studente in situazione di difficoltà e studente con disabilità, qualora si trovassero nell’impossibilità di svolgere l’esercitazione in gruppo con altri allievi del corso, svolgeranno un’esercitazione personalizzata le cui modalità verranno concordate con il docente.
Prerequisiti richiesti
Frequenza lezioni
La frequenza alle lezioni è fortemente consigliata in quanto coerente con il modello formativo proposto che mira a favorire l'apprendimento graduale, la partecipazione attiva dello studente in classe, il dialogo fra docenti e studenti. Essendo previsto lo svolgimento in aula delle esercitazioni progettuali, la frequenza è altamente raccomandata.
Contenuti del corso
1.STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE E STRATEGIE PER LA MOBILITA’ SOSTENIBILE NELLE AREE URBANE
Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) – Direttive Europee e Normativa Nazionale per la mobilità sostenibile. Strategie Europee e Nazionali per la mobilità sostenibile. Elementi caratterizzanti la sicurezza stradale. Direttive Europee e Normativa Nazionale per la sicurezza stradale. Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale 2030.
2.APPROCCI REATTIVI E PROATTIVI PER LA SICUREZZA STRADALE
Metodo di analisi reattiva. Misure Surrogate di Sicurezza: Time to Collision (TTC); Post Encroachment Time (PET). Metodi di analisi
3.PROGETTAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE PEDONALI
Marciapiedi. Rampe di raccordo. Attraversamenti pedonali. Attraversamenti pedonali rialzati. Attraversamenti pedonali sfalsati. Avanzamento dei marciapiedi. Isole salvagente.
4. TRAGITTI SICURI PER LA MOBILITÀ CICLABILE
Normativa di riferimento per i monopattini elettrici. Piste ciclabili. Corsie ciclabili. Corsie ciclabili per doppio senso ciclabile. Uso ciclabile di corsie preferenziali per il trasporto pubblico. Strade urbane ciclabili (E-bis). Itinerari ciclopedonali (F-bis). Casa avanzata. Attraversamenti ciclabili. Criteri progettuali alle intersezioni. Soluzioni progettuali per la risoluzione di punti critici.
5.INTERVENTI DI TRAFFIC CALMING
Sicurezza stradale e gestione delle velocità. Classificazione degli interventi di traffic calming. Disassamenti verticali lungo i tronchi stradali: dossi ; speed hump; cuscini berlinesi. Disassamenti verticali nelle aree di incrocio. Disassamenti orizzontali lungo i tronchi stradali: restringimenti laterali della carreggiata; restringimenti della carreggiata con isola centrale; chicane. Disassamenti orizzontali nelle aree di intersezione: mini-rotatorie; isole di traffico circolari; zone a porta (gateway). Segnaletica stradale. Dispositivi tecnologici per il controllo della velocità: sistemi di rilevazione di velocità; dissuasori elettronici di velocità.
6. INTERSEZIONI IN AMBITO URBANO
Interventi di moderazione del traffico: Sopraelevazione della pavimentazione nelle aree di incrocio; Mini-rotatorie e isole circolari; Riduzione dell’area di intersezione mediante avanzamento dei marciapiedi. Interventi per il miglioramento della visibilità. Interventi per il miglioramento della sicurezza dei pedoni: Continuità di un percorso pedonale; Idonea localizzazione e lunghezza degli attraversamenti. Interventi di miglioramento della sicurezza dei ciclisti: Accorgimenti progettuali per piste ciclabili su strada principale; Accorgimenti progettuali per piste ciclabili su strada secondaria; Casa avanzata o bike box; Incrocio protetto; Accorgimenti a favore dei ciclisti alle rotatorie. Passi carrabili.
7. ZONE A TRAFFICO MODERATO
Strade residenziali. Zone 30. Isole ambientali. Itinerari urbani privi di barriere architettoniche. Percorsi protetti casa-scuola e casa-gioco.
8. INFRASTRUTTURE PER LA SOSTA E IL PARCHEGGIO DI VEICOLI A MOTORE E VELOCIPEDI
Problematiche di sosta e parcheggio di veicoli e velocipedi nei contesti urbani. Classificazione funzionale dei parcheggi per gli autoveicoli. Panorama normativo sui parcheggi per autoveicoli. Valutazione della domanda di sosta veicolare: criteri per la quantificazione della domanda di sosta. Parametri di progetto delle infrastrutture di parcheggio per autovetture e bus: parcheggi a raso; parcheggi per utenti disabili; autorimesse multipiano interrate e fuori terra; parcheggi meccanizzati automatici (autosilo). Parcheggi per velocipedi: classificazione e criteri di progetto. Soluzioni progettuali per la sosta ciclabile di breve/media durata. Soluzioni progettuali per la sosta ciclabile di lunga durata. Progettazione degli accessi. Valutazione della domanda di sosta ciclabile.
Testi di riferimento
1. N. Distefano, S. Leonardi. “Infrastrutture Viarie per la Mobilità Sostenibile - A.A. 2026/2027”. Dispensa in formato PDF.
2. N. Distefano, S. Leonardi. “MANUALE DI PROGETTAZIONE PER LA SICUREZZA STRADALE - Strategie progettuali per la sicurezza degli elementi delle reti stradali urbane ed extraurbane: tronchi, intersezioni, percorsi pedonali e ciclabili, interventi di traffic calmino, zone a traffico moderato, sovrastrutture, illuminazione, gallerie e dispositivi di ritenuta”. EPC Editore- Roma – Novembre 2024.
3. N. Distefano, S. Leonardi. "INTERSEZIONI STRADALI. Manuale tecnico per il dimensionamento geometrico e la valutazione dei livelli di sicurezza delle diverse configurazioni progettuali in ambito urbano ed extraurbano". KDP Amazon - Marzo 2026.
Programmazione del corso
| Argomenti | Riferimenti testi | |
|---|---|---|
| 1 | 1. Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS). Direttive Europee e Normativa Nazionale - Strategie Europee e Nazionali per la mobilità sostenibile. Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale 2030. | Testo 1 Capitolo 1 (pagg. 1 - 12) |
| 2 | 2.1. Approcci reattivi e produttivi per la sicurezza stradale. Metodo di analisi reattiva. Misure Surrogate di Sicurezza: Time to Collision (TTC); Post Encroachment Time (PET). | Testo 3 Capitolo 9 (pagg. 227-234) |
| 3 | 2.2. Metodi di analisi proattiva: Metodo HSM: Struttura e contenuti metodologici dell’HSM; Metodo HSM per le intersezioni stradali: iter procedurale; Modelli previsionali degli incidenti stradali nelle intersezioni lineari a raso. | Testo 3 Capitolo 10 (pagg. 235-240; 244-249) |
| 4 | 2.3. Metodo ANRAM per le intersezioni stradali: iter procedurale; Calcolo dello Star Rating Score (SRS) per le intersezioni stradali; Calcolo dell’ANRAM FSI per le intersezioni. | Testo 3 Capitolo 11 (pagg. 293-320) |
| 5 | 2.4. Metodo SSI: iter procedurale; Indice di esposizione al rischio di un’intersezione stradale; Severità delle conseguenze in caso di collisioni nei punti di conflitto; Complessità delle manovre; Punteggio SSI. | Testo 3 Capitolo 12 (pagg. 321-344) |
| 6 | 3. Marciapiedi. Rampe di raccordo. Attraversamenti pedonali. Attraversamenti pedonali rialzati. Attraversamenti pedonali sfalsati. Avanzamento dei marciapiedi. Isole salvagente. | Testo 2 Capitolo 3 (pagg. 123-146) |
| 7 | 4. Normativa di riferimento per i monopattini elettrici. Piste ciclabili. Corsie ciclabili. Corsie ciclabili per doppio senso ciclabile. Uso ciclabile di corsie preferenziali per il trasporto pubblico. Strade urbane ciclabili (E-bis). Itinerari ciclopedonali (F-bis). Casa avanzata. Attraversamenti ciclabili. Criteri progettuali alle intersezioni. Soluzioni progettuali per la risoluzione di punti critici. | Testo 2 Capitolo 3 (pagg. 146-167) |
| 8 | 5. Sicurezza stradale e gestione delle velocità. Classificazione degli interventi di traffic calming. Disassamenti verticali lungo i tronchi stradali: dossi ; speed hump; cuscini berlinesi. Disassamenti verticali nelle aree di incrocio. Disassamenti orizzontali lungo i tronchi stradali: restringimenti laterali della carreggiata; restringimenti della carreggiata con isola centrale; chicane. Disassamenti orizzontali nelle aree di intersezione: mini-rotatorie; isole di traffico circolari; zone a porta (gateway). Segnaletica stradale. Dispositivi tecnologici per il controllo della velocità: sistemi di rilevazione di velocità; dissuasori elettronici di velocità. | Testo 2 Capitolo 4 (pagg. 169-214) |
| 9 | 6.1. Intersezioni urbane. Interventi di moderazione del traffico. Sopraelevazione della pavimentazione nelle aree di incrocio. Mini-rotatorie e isole circolari. Riduzione dell’area di intersezione mediante avanzamento de marciapiedi. Interventi per il miglioramento della visibilità. Interventi per il miglioramento della sicurezza dei pedoni. Continuità di un percorso pedonale. Idonea localizzazione e lunghezza degli attraversamenti. Interventi di miglioramento della sicurezza dei ciclisti. Accorgimenti progettuali per piste ciclabili su strada principale. Accorgimenti progettuali per piste ciclabili su strada secondaria. Casa avanzata o bike box. Incrocio protetto. Accorgimenti a favore dei ciclisti alle rotatorie. | Testo 3 Capitolo 6 (pagg. 139-170) |
| 10 | 6.2. Accessi alle strade urbane e passi carrabili. | Testo 3 Capitolo 5 (pagg. 127-134) |
| 11 | 7. Strade residenziali. Zone 30. Isole ambientali. Itinerari urbani privi di barriere architettoniche. Percorsi protetti casa-scuola e casa-gioco. | Testo 2 Capitolo 5 (pagg. 215-242) |
| 12 | 8.1. Problematiche di sosta e parcheggio di veicoli e velocipedi nei contesti urbani. Classificazione funzionale dei parcheggi per gli autoveicoli. Panorama normativo sui parcheggi per autoveicoli. Valutazione della domanda di sosta veicolare: criteri per la quantificazione della domanda di sosta. Parametri di progetto delle infrastrutture di parcheggio per autovetture e bus: parcheggi a raso; parcheggi per utenti disabili; autorimesse multipiano interrate e fuori terra; parcheggi meccanizzati automatici. | Testo 1 Capitolo 2 (pagg. 13-49) |
| 13 | 8.2. Parcheggi per velocipedi: classificazione e criteri di progetto. Soluzioni progettuali per la sosta ciclabile di breve/media durata. Soluzioni progettuali per la sosta ciclabile di lunga durata. Progettazione degli accessi. Valutazione della domanda di sosta ciclabile. | Testo 1 Capitolo 2 (pagg. 50-66) |
Verifica dell'apprendimento
Modalità di verifica dell'apprendimento
Esempi di domande e/o esercizi frequenti
Prima parte dell'esame (interrogazione sul tema progettuale svolto):
A) Principi fondamentali della mobilità sostenibile in ambito urbano sui quali si fondano gli interventi previsti nell’esercitazione;
B) Possibili obiettivi raggiungibili con gli interventi previsti nell'esercitazione;
C) Criteri di progetto di uno specifico intervento di traffic calming;
D) Metodi utilizzati per la valutazione del livello di sicurezza del sito in esame;
E) Confronto degli interventi adottati con soluzioni alternative.
Seconda parte dell'esame (richiami alle tematiche della disciplina):
A) Strumenti di pianificazione dei trasporti;
B) Criteri progettuali di specifici interventi di traffic calming;
C) Accorgimenti progettuali per la mobilità pedonale;
D) Interventi per il miglioramento della visibilità alle intersezioni urbane;
E) Intersezioni protette;
F) Classificazione dei parcheggi per autovetture e per velocipedi;
G) Confronto tra le diverse modalità di sistemazione degli stalli di sosta;
H) Vantaggi e svantaggi dei parcheggi multipiano a rampe e meccanizzati;
I) Criteri per la valutazione della domanda di sosta veicolare e ciclabile;
J) Classificazione dei parcheggi per velocipedi;
K) Differenza tra isole ambientali e zone 30;
L) Piste ciclabili ed altri accorgimenti per la mobilità ciclabile;
M) Normativa italiana sui monopattini elettrici;
N) Interventi per il superamento delle barriere architettoniche;
O) Scopi e metodi per l’analisi del livello di sicurezza di un'infrastruttura stradale;
P) Indicatori per l'analisi surrogata di sicurezza;
Q) Differenza tra i diversi metodi per la valutazione della sicurezza di un'intersezione urbana.